presentazione
L’edizione 2009 del Festival Acqua di terra / Terra di luna sarà interamente dedicata a Leo de Berardinis, Maestro e uomo di teatro fra i più grandi del novecento italiano, scomparso lo scorso anno dopo un lungo periodo di silenzio.
Leo è stato un artista che ha saputo creare attorno a lui una Compagnia di attori di altissimo livello, ha collaborato con professionisti in vari campi dello spettacolo e ha dato vita a spettacoli e ad eventi artistici di grande valore anche politico fin dai primi anni sessanta. E’ stato direttore del Festival di Santarcangelo dal 1994 al 1998, e in questo ruolo ha tracciato un solco di impegno e di collaborazione fra le varie figure che concorrono a creare e far vivere uno spettacolo. Ha illuminato il teatro contemporaneo con una luce tagliente e innovativa, sempre in evoluzione, ed ha creato un alfabeto di segni teatrali - visivi, musicali, gestuali, tonali - che è diventato un riferimento per molte generazioni di teatranti. Dal 1983 si era trasferito a Bologna, e tutta la sua produzione di questo periodo ha avuto un’influenza determinante sull’evoluzione teatrale e culturale della città e di tutta la regione. Il patrimonio che ha lasciato in termini artistici e di consapevolezza critica dell’attore sono spettacoli ormai irripetibili, ma anche testi e scritti politici e, appunto, una generazione di attori oggi forte e produttiva.
Enzo Vetrano e Stefano Randisi, Direttori artistici del Festival Acqua di terra / Terra di luna, hanno avuto il privilegio di lavorare assieme a Leo in diversi spettacoli, dal 1983 al 2001, ed è stata una scuola di arte e di vita che li ha fatti crescere e maturare.
Attingendo al vivaio di artisti che hanno lavorato o che si sono formati con lui, dalla sua compagnia storica, ad attori da lui chiamati da altre compagnie gli spettacoli di questa edizione del Festival creano una sorta di testimonianza vivente del teatro generato dalla sua lezione. Non il suo teatro, quindi, che è stato e rimane inimitabile, ma il frutto del lavoro di chi ne ha assorbito ed elaborato gli insegnamenti.
Come serata inaugurale di questa edizione abbiamo organizzato un grande evento che verrà presentato il 19 giugno alla Rocca Sforzesca di Imola con un riferimento preciso a un grande spettacolo che Leo volle creare alla prima edizione del Festival di Santarcangelo da lui diretta e che si chiamava Cento attori.
In quello spettacolo cento attori, appunto - che poi diventarono più di cento - si avvicendarono per due ore sullo stesso palcoscenico presentando brevi scene di propri spettacoli o creati per quell’occasione; le scene furono giustapposte e coordinate da Leo e alla fine tutti si ritrovarono insieme sul palco per un finale potentissimo, guidato dallo stesso Leo.
Noi abbiamo chiesto a molti attori che hanno lavorato insieme a Leo di ripetere sul palco una scena che hanno recitato in un suo spettacolo. In questo modo la regia dei singoli frammenti sarà sempre quella che Leo fece, mentre il montaggio della sequenza sarà fatto da Stefano Randisi, aiuto regista di Leo in molti spettacoli. Maurizio Viani, creatore delle luci degli spettacoli di Leo, ricostruirà le atmosfere che illuminavano quelle scene.
Per quanto riguarda i laboratori Vetrano e Randisi tornano a condurre quello teatrale che produrrà uno spettacolo pensando ai riferimenti teatrali più forti di Leo: i testi di Shakespeare. Il laboratorio musicale ha come obiettivo artistico e metodologico la contaminazione fra i vari generi musicali, pratica portata da Leo a livelli di altissima poesia in tutti i suoi spettacoli. Il laboratorio di scrittura verte sullo studio e la riscrittura di personaggi del King Lear.
Crediamo in questo modo di poter ricordare la figura di Leo in alcuni dei suoi aspetti più importanti, anche coordinando il lavoro di ricerca con il comitato scientifico da poco costituitosi al Dams di Bologna sotto la guida del prof. Claudio Meldolesi e soprattutto con la “Famiglia d’Arte”, il gruppo di attori che hanno fatto parte del nucleo bolognese di Leo, e che dopo la sua morte hanno deciso di mantenere vivi gli insegnamenti del loro Maestro attraverso iniziative di vario genere.
Per l’estate 2009 la Famiglia d’Arte ha elaborato un progetto teatrale che prevede, in uno spazio inusuale a Bologna, la presentazione di un lavoro collettivo: Molti pensieri vogliono restare comete – al quale parteciperanno anche Vetrano e Randisi. I promotori saranno quattro associazioni che operano nell’area emiliano romagnola nate da compagnie che riconoscono il Leo un forte riferimento artistico, civile, politico.
Naturalmente questo progetto crea una sorta di polo di confronto e integrazione col programma definito dal Festival della Vallata del Santerno, ponendosi come ideale allargamento dei confini territoriali nel quale opera.
Il Festival Acqua di terra / Terra di luna, che con la sua forza penetrativa ha reso il territorio in cui agisce attento e partecipe verso spettacoli che uniscono ricerca artistica a una comunicazione forte e popolare, attraverso questa edizione monografica farà rivivere a chi lo ha conosciuto - e svelerà a chi non l’ha mai visto sulla scena - riflessi e bagliori della poetica di Leo de Berardinis.
STEFANO RANDISI
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